Over 40 o millennial, in Italia non c’è differenza: tutti vogliono il consulente finanziario. A metterlo in luce è la Global Investment Survey realizzata da Legg Mason Global Asset Management, che evidenzia una crescita importante del ruolo del promotore, senza distinzione d’età.

Se, infatti, quando si parla di investimenti, i Millennial e gli over 40 sono divisi sul fronte tecnologia, nello stesso ambito le due classi di investitori sono perfettamente allineate di fronte al consulente.  Il 53% degli investitori maturi e ben il 70% dei millennial hanno risposto di affidarsi a un esperto in materia. Un dato in costante aumento se si considera che la survey condotta nel 2015 evidenziava come ad affidarsi a un professionista fosse solo il 40% dei rispondenti, mentre ora lo sceglie più della metà degli stessi. “Il che testimonia come, indipendentemente dall’età, l’investitore italiano senta sempre più forte – in un contesto di mercato sempre più difficile da decifrare e in cui vengono a mancare i classici investimenti sicuri e redditizi – la necessità di affidarsi a un esperto che possa dare consigli su misura rispetto alle esigenze e alla propensione al rischio di ognuno”,  ha commentato Marco Negri, country head Italia di Legg Mason.

Nel nostro Paese, il rapporto umano, caratterizzato da un contatto face-to-face, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella scelta dei propri investimenti, decisamente più alto rispetto a molti altri Paesi. In Italia, infatti, nella fascia over 40, il risultato del 53% rappresenta la più alta percentuale d’Europa dopo il Belgio (59%), molto distante da Stati a noi vicini, come Germania (35%), Francia (36%) e Regno Unito (36%). E la tendenza è simile anche tra i millennial, visto che l’Italia si colloca al secondo posto nella classifica del vecchio continente con più alta percentuale di giovani che si affidano al consulente  finanziario dopo la Francia (73%).

In tutto questo, si inseriscono le nuove tecnologie, che si affiancano, ma non si sostituiscono, alle figure tradizionali, anche se in questo contesto la differenza tra over 40 e millennial si sente. Solo il 13% degli investitori più maturi si dichiara, infatti, propenso a fare investimenti tramite il cellulare contro il 35% dei connazionali più giovani, si legge nella ricerca. E soltanto il 12% degli over 40 prende in considerazione l’ipotesi di investire mediante venditori online conosciuti – come ad esempio Amazon – rispetto al 30% dei Millennial italiani.