Mercati finanziari sempre più complessi, maggiori pressioni competitive, poco tempo da dedicare alla tutela del proprio patrimonio e scelte di investimento sempre più difficili. Di qui la necessità di affidarsi a uno specialista del settore. Soprattutto per le famiglie abbienti e, in particolar modo, per quelle che hanno attività imprenditoriali e che devono affrontare il problema più importante della loro vita: il passaggio generazionale. All’interno di questo scenario, una consulenza in fatto di investimenti non è più sufficiente: servono strutture e specialisti capaci di affiancare questi individui non solo nella gestione del proprio patrimonio immobiliare, ma anche – e soprattutto – in tutti quei passaggi che si devono affrontare quando si dispone di un patrimonio diversificato e lo si deve tutelare. L’impresa familiare è un pilastro del nostro tessuto industriale: e noi viviamo in un’epoca in cui si stanno concentrando i passaggi di testimone di seconda o terza generazione nelle imprese nate negli anni ’60.

Quello del passaggio generazionale è, infatti, un problema che, prima o poi, dovrà essere affrontato da tutte le imprese familiari. Soprattutto perché, secondo i dati diffusi da PwC, in Italia solo il 9% delle imprese ha avviato un processo di successione, contro il 16% a livello globale, mentre il 58% non ha affrontato il tema e una famiglia su quattro non ha alcuna procedura per la gestione dei conflitti. Ma il passaggio generazionale non può essere improvvisato: deve essere programmato per tempo.

L’organizzazione dell’assetto proprietario e del governo dell’impresa, con la presenza delle persone della famiglia più qualificate e competenti, va infatti studiata nel minimo dettaglio. Ecco che, quindi, oltre alla sfida generazionale, l’imprenditore deve saper affrontare anche una sfida manageriale, al fine di assicurarsi le migliori competenze direttive. In questo caso, si deve andare anche oltre i limiti che la famiglia imprenditoriale può presentare e, se non è possibile scegliere l’erede tra i propri famigliari, la soluzione va cercata ricorrendo a risorse esterne. Nasce così la necessità di realizzare un processo di governance familiare rivolto alla protezione della ricchezza materiale e immateriale della famiglia stessa e organizzato sulla base di alcune linee guida, che si esplicitano in una serie di regole generali scritte, che vanno sotto il nome generale di patti di famiglia.

Si tratta di veri e propri statuti che disciplinano il governo della famiglia e il governo dell’impresa e che non devono essere confusi con l’istituto del patto di famiglia ex art. 768 bis e seguenti del codice civile, ossia con la fattispecie prevista dalla legge che riguarda il passaggio in vita dell’impresa dal genitore al figlio e che rappresenta una delle possibili soluzioni in cui può avvenire il passaggio generazionale.